Perché molte pratiche vengono respinte e come redigere una perizia realmente conforme ai requisiti tecnici
Le perizie asseverate per Industria 4.0 e Transizione 5.0 sono documenti tecnici fondamentali per accedere agli incentivi previsti dalla normativa.
Tuttavia, ogni anno una percentuale significativa di pratiche viene respinta o segnalata per integrazioni a causa di errori tecnici, carenze documentali o valutazioni non conformi ai requisiti di legge.
In questo articolo analizziamo i principali errori commessi nelle perizie e come evitarli grazie a un approccio tecnico rigoroso, aggiornato e conforme alle linee guida MIMIT.
1. Mancata dimostrazione dell’interconnessione (errore tipico del 4.0)
Nel 4.0 è obbligatorio dimostrare che il macchinario è realmente interconnesso ai sistemi aziendali.
Le principali criticità riscontrate sono:
- assenza di screenshot o log di interconnessione a MES/ERP;
- descrizione superficiale del flusso dati;
- mancata evidenza del sistema di scambio informazioni.
Senza prove tecniche chiare, la perizia può essere contestata o ritenuta insufficiente.
2. Assenza di metriche oggettive sull’efficienza energetica (errore tipico del 5.0)
Nel 5.0 non basta dichiarare un miglioramento: occorre dimostrarlo tramite KPI energetici misurabili.
Tra gli errori più frequenti:
- analisi energetica incompleta o non verificabile;
- mancanza di baseline dei consumi pre-intervento;
- assenza di calcoli a supporto della riduzione energetica o delle emissioni.
3. Descrizione tecnica troppo generica del macchinario
Molte perizie presentano descrizioni “commerciali” del bene, non tecniche.
Per essere conforme, la perizia deve includere:
- caratteristiche funzionali e costruttive;
- componenti e sensori coinvolti nell’interconnessione;
- sistemi di acquisizione e gestione dati;
- relazione tra il bene e il processo produttivo.
4. Incongruenze economiche e preventivi non giustificati
Il MIMIT richiede una verifica della congruità dei costi:
una perizia basata su valori non allineati al mercato rischia di essere respinta.
Tra gli errori comuni:
- prezzi non supportati da più preventivi o da analisi di mercato;
- mancanza di dettaglio sui componenti del macchinario;
- assenza di prospetti comparativi che giustifichino la spesa.
5. Non conformità ai requisiti normativi (UNI, CEI, linee guida MIMIT)
Molte perizie non richiamano le norme tecniche di riferimento o non citano le specifiche richieste.
Una perizia completa deve contenere:
- reference alle norme UNI/CEI applicabili;
- conformità alle regole 4.0 e 5.0 espresse dal MIMIT;
- dichiarazioni tecniche del costruttore;
- analisi documentale a supporto.
6. Documentazione fotografica insufficiente
Le foto del macchinario, dei collegamenti e delle schermate del software sono essenziali per dimostrare l’effettiva rispondenza ai requisiti.
Molte perizie vengono respinte per:
- foto generiche o di bassa qualità;
- assenza di dettagli sui sistemi di comunicazione e cablaggio;
- assenza di immagini che dimostrino i componenti funzionali.
7. Perizia non firmata o non asseverata correttamente
Pare banale, ma accade ancora: perizie senza firma, senza timbro, o prive della dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
Come evitare tutti questi errori
Una perizia conforme deve essere redatta da professionisti con:
- competenze tecniche documentate in ambito industriale;
- esperienza nella redazione di perizie 4.0 e 5.0;
- conoscenza aggiornata delle normative e delle linee guida tecniche;
- metodologia strutturata per analisi dei dati, consumi e interconnessione.
Il valore dell’esperienza Tavanti Project
Lo studio Tavanti Project, guidato da Guido Tavanti, supporta consulenti e imprese nella redazione di perizie tecniche da oltre 20 anni.
Specializzati in Industria 4.0, Transizione 5.0 e diagnosi energetiche, garantiamo perizie complete, accurate e conformi ai requisiti richiesti.
Conclusione
La qualità tecnica della perizia è ciò che determina l’esito della pratica.
Evitare gli errori sopra elencati significa ridurre i rischi, velocizzare la procedura e garantire alle imprese un accesso corretto agli incentivi.
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